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Rugby – Innocenti ha abbracciato la FederAscione

Giu 5, 2024

Il neologismo è stato coniato qualche tempo fa, pare da un allenatore veneto, la cui fantasia è sempre stata fervida, al pari della sua simpatia. La FederAscione: un modo per dire che Franco Ascione era il plenipotenziario della Curva Nord, dunque un termine usato in maniera dispregiativa per dire che che tutti i guai del movimento erano da addebitare a lui.

Noi a questa narrazione non abbiamo mai creduto. Franco Ascione è responsabile di tanti errori, sia nella scelta della strategia, sia nella scelta degli uomini, ma non era e non è il male assoluto del rugby italiano. Tutt’altro: ha sempre avuto una visione. Criticabile, non certo perfetta, a volte a senso unico, ma nella sua testa e in quella dei suoi più stretti collaboratori, era ben chiaro da dove partire e dove arrivare. A differenza di oggi.

Non a caso abbiamo una Nazionale competitiva, frutto di quel sistema di formazione voluto da Ascione e messo in pratica da Stephen Aboud. E chi nega che sia così è in malafede. Sgombriamo il campo dagli equivoci: vogliamo un ritorno in sella di Ascione? Ovviamente no. Ma, crediamo, non lo vorrebbe nemmeno lui. Il tempo passa e arriva il momento di farsi da parte. E’ la natura delle cose.

Però qualche domanda ce la stiamo facendo su Franco Ascione, perchè Marzio Innocenti sul tecnico napoletano ha costruito tutta la narrazione della sua campagna elettorale. E la promessa di cacciarlo gli ha portato parecchi voti. Perchè, si sa, il potere logora chi non ce l’ha e, sopratutto, crea invidia. Quindi Innocenti appena arrivato in Curva Nord ha fatto due cose: la prima cacciare Perruzza (la storia è nota), la seconda esautorare Ascione (in 48 ore, neanche il tempo di convocare il primo consiglio federale o conoscere i consiglieri eletti). Ma non lo ha mandato via ed è stata la sua fortuna.

Perchè Marzio Innocenti si e’ ‘ascionizzato’. Da grande nemico è diventato quasi un amico, di cui non si fida completamente ma che ha imitato nel tempo. Il cambio di rotta del rapporto tra Marzio Innocenti e Franco Ascione, si è avuto quando l’ex Direttore tecnico della Fir, dipanò la matassa di Entienne Swanepoel, il sudafricano equiparato che fece ‘tremare’ il rugby italiano a rischio sanzione dalla Word Rugby.

Marzio Innocenti aveva promesso un’attenzione più decisa sulla base, contestando alla vecchia gestione di aver tenuto da conto solo la Nazionale: sappiamo come è andata a finire. La base e i campionati domestici hanno fatto molti passi indietro. Come Ascione, Innocenti si è concentrato su Nazionale e Franchigie.

L’altra promessa fatta da Innocenti è stata la chiusura delle Accademie, per riversare le risorse sui Poli. Anche in questo caso conosciamo lo stato dell’arte: le Accademie non sono state chiuse. Anzi si sono aggiunte le due delle Franchigie e, da quest’anno, hanno aggiunto nuovamente quella di Treviso alla Ghirada. Mentre per i Poli il budget a disposizione è stato drasticamente tagliato già nella seconda stagione.

Innocenti annunciò in pompa magna anche il progetto per omologare gli impianti, al fine di superare la vecchia usanza di Franco Ascione di firmare le deroghe, pur di consentire lo svolgimento dell’attività. Da questo portale spiegammo che il progetto era destinato a fallire, perchè gli impianti non sono di proprietà dei club e pure quelli in concessione, spesso brevi, non potevano essere oggetto di interventi straordinari senza il benestare delle amministrazioni locali. Insomma un ginepraio da cui difficilmente si sarebbe usciti. Senza contare l’atavica mancanza di soldi, soprattutto perché si usciva dal periodo pandemico.

Ed ecco che Innocenti, avendo capito con due anni di ritardo che il il progetto non era attuabile, ha autorizzato nella Circolare informativa appena pubblicata, la deroga fino a giugno 2025. La deroga che possiamo definire ‘di Ascione’. Che altro dobbiamo aggiungere?

Quindi Franco Ascione era davvero il male assoluto del rugby italiano? A nostro avviso no e con i fatti che vi abbiamo elencato, lo ha capito pure Innocenti. E di fatti lo ha nominato Capo delegazione tecnica a seguito della Nazionale under 20 che disputerà il mondiale in Sud Africa. Se non è ‘amore’ questo… manca solo che lo rimetta al posto di Pacini.

Ps Alcuni dei professionisti che hanno fatto quelle poche omologazioni possibili, sono in attesa di essere pagati da dicembre. Questo per cronaca.