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Arbitri: che caos, la gestione Giacomel fa acqua

Lug 17, 2022
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rugbychepassione.com / Paolo Cerino

Il lavoro (quello pagato), la calura estiva e un pizzico d’indolenza, ci hanno tenuti lontani da questo sito per qualche giorno, ma questo non significa che il rugby e suoi affanni, non siano rimasti al centro dei nostri pensieri. E pure quando abbiamo involontariamente accantonato il pallone ovale, è arrivata puntualmente la telefonata che ci ha ricordato la necessità di tenere alta la guardia. E allora iniziamo con il primo dei tre temi che affronteremo con tre diversi articoli: gli arbitri (ancora!), gli equiparati e le Nazionali.

Partiamo dai fischietti italiani che continuano a regalare perle che stanno raggiungendo vette impensabili. Prima di raccontarvi le novità, concedeteci una riflessione: un arbitro del Top10 è stato radiato, nessuno ha sprecato una parola per commentare un fatto grave. Silenzio della Fir e dei suoi organi politici, silenzio del Cnar e del suo presidente, silenzio di Aria che fino ad un anno fa ci andava sempre giù di sciabola, silenzio da parte dei media. Gli unici a prendere una posizione quelli della Liar, poi il vuoto. Ai lettori le dovute valutazioni.

Torniamo dunque agli arbitri, perchè una fonte molto informata, ci fa sapere che il presidente del Cnar, dopo aver visto un suo direttore di gara radiato senza proferire una parola, ha sollevato dall’incarico il responsabile dei direttori di gara di serie B, Stefano Pennè e con lui il designatore Giuseppe Vivarini.

Pare che i due non abbiamo lavorato in sintonia, anzi il designatore è giunto al punto di presentare un esposto in procura contro Pennè, che è stato poi archiviato. Il presidente federale, venuto a conoscenza dell’ennesimo ricorso alla giustizia sportiva da parte di un componente arbitrale, ha tuonato contro Giacomel, dicendosi stanco e scocciato di tutta questa litigiosità.

E questa volta il buon Innocenti ha tutta la nostra solidarietà, non possiamo far altro che concordare con lui. Ma lo sfogo del numero uno federale non ha avuto il risultato più consono: la verifica dei torti e delle ragioni con le ovvie conseguenze. Claudio Giacomel, novello Pilato, Ponzio quello delle mani lavate, invece di essere primus inter pares, come conviene ad un presidente Cnar, ha eliminato il dente per eliminare il dolore, mettendo da parte sia Pennè sia Vivarini. Quando si dice la leadership.

Non contento, perchè le cose vanno fatte come si deve, per motivi ancora da appurare, ha rimosso il coordinatore lombardo, Francesco Russo senza apparenti spiegazioni. Per capirci: da il benservito al ‘capo’ della ragione con più tesserati e non si capisce il perchè.

Ora ci chiediamo se Innocenti, al quale esprimiamo la nostra sincera vicinanza, abbia fatto una valutazione dei risultati del Cnar nella stagione appena conclusa, se è a conoscenza che i club del Top10 sono sul piede di guerra, non soddisfatti del lavoro svolto e se gli hanno fatto sapere che Claudio Giacomel per questi servigi, avrebbe chiesto 2000 euro in più all’anno per la prossima stagione. Che poi: 2000 euro! I soldi sono soldi, ma se proprio devi chiedere spara alto.

Ora una riflessione su Aria concedetecela. I due rappresentati dell’associazione cooptati nei quadri arbitrali, Giuseppe Ruta ed Emanuele Tomò, hanno fatto la fine di Roberto Fico alla Presidenza della Camera: mani legate con la soddisfazione massima dei loro detrattori. I nuovi vertici dell’Associazione degli arbitri negli ultimi 6 mesi hanno prodotto tre comunicati, di cui l’ultimo il 31 marzo. Sugli argomenti più importanti non hanno preso una posizione che sia una. Qualche mese fa il Consiglio annunciò di aver iniziato a lavorare all’adeguamento dei rimborsi, siamo a Luglio e non si è mossa una foglia, ma Aria tace. Su Spadoni abbiamo già detto, su Pennè e Vivarini silenzio e così praticamente su tutto.