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Seven: Innocenti chiese sei giorni di pazienza, sono passati sei mesi

Gen 31, 2022

di Massimo Gallo

Nel Consiglio federale di venerdì scorso sono state varate le norme per la ripartenza dei campionati. Uno sforzo importante da parte di Fir per cercare di dare un senso ad una stagione condizionata ancora dalla pandemia. Forse si poteva fare di più, forse no, in ogni caso sarebbe poco utile e capzioso cercare “Maria per Roma” al solo fine di criticare l’azione della Federazione. Non bisognerebbe mai perdere l’equilibrio nel giudizio e, soprattuto, sembra palese che prendere decisioni in questa delicata fase è piuttosto complicato. Al momento questo passa il Governo (del rugby) e questo ci dobbiamo tenere. Il Consiglio in un documento reperibile facilmente sul sito federale, ha provveduto anche ad aggiornare il planning della stagione 2021/2022 alla luce delle decisioni prese. Ecco: quel planning per il Seven è rimasto lo stesso di mesi fa. Dunque a Febbraio non è stata ancora programmata l’attività del rugby a 7. Eppure il presidente Marzio Innocenti, prima della scorsa estate, durante la conferenza stampa organizzata in pompa magna per pochi intimi, in occasione dei 100 giorni dall’insediamento, disse a chi scrive che le novità sulla disciplina olimpica erano imminenti (il video con le sue parole lo trovate a coda). Da allora solo il silenzio. Il 20 Luglio annunciammo una interlocuzione con la Marina che potete leggere qui confermati indirettamente dallo stesso Innocenti come potete leggere qui mentre ad ottobre con un nuovo intervento da questo portale sollevammo nuovamente la questione senza successo. Insomma il Seven è uscito dalle priorità di questo Consiglio Federale e del suo Presidente, il quale in campagna elettorale aveva promesso di voler dare la dignità necessaria alla disciplina. Al momento l’unica novità, come già sottolineato a luglio, è solo l’epurazione di Orazio Arancio. Al suo posto Federico Angeloni, manager dell’Accademia under 18 di Treviso. Facciamo fatica a capire come potrebbe svolgere al meglio i due ruoli, se non con il dono dell’ubiquità. Ma non ci risulta che Angeloni sia Padre Pio e pur conoscendo le sue qualità cristalline e la sua abnegazione per la causa (non ce ne voglia il buon Federico), crediamo che la scelta di investirlo di questo ulteriore impegno sia stata dettata solo dalla volontà di risparmiare, anche in previsione della mancata attività, almeno fino a giugno prossimo. Ma se per il manager è stato trovato il modo di stringere i cordoni, non è così per altri componenti dello staff, a partire dal C.t. della nazionale maschile. L’ultimo impegno di Andy Vilk, per esempio, risale a questa estate e da allora non ci risultano altre attività: un raduno, una partita, un torneo. Di fatto viene pagato in attesa di sapere ciò che deve fare. In quel planning la Nazionale femminile seven nemmeno esiste, ma paradossalmente un po’ di attività l’ha fatta. Misteri gaudiosi. Rimaniamo comunque fiduciosi di avere, prima o poi, una risposta dal Presidente federale.