Rugby – Quesada spara a zero sul movimento

“A tutti i livelli, l’Italia è in ritardo rispetto alle altre nazioni e deve lavorare per riempirlo”. Parole e musica di Gonzalo Quesada commissario tecnico della Nazionale, pronunciate nel corso di un’intervista rilasciata al portale specializzato rugbyrama.fr al collega Nicolas Zanardi che potete leggere qui. L’allenatore azzurro, il più pagato di tutti i tempi (almeno questo ci risulta ma siamo pronti ad essere smentito), mette le mani avanti e scarica sul movimento eventuali flop.

“È un paese in cui il rugby non ha lo stesso posto, né gli stessi mezzi delle altre nazioni del Torneo. Ti invito solo a confrontare il pool di giocatori professionisti per la Francia e l’Italia, per esempio, è un altro mondo… Ma, dopo, il rugby internazionale non è cambiato così tanto. Le sfide sono le stesse: i giocatori passano molto tempo in un club e quando li incontriamo con la squadra nazionale, abbiamo pochissimo tempo per mettere le cose a posto.”

E ancora: “È questo dato che deve essere massimizzato. Per darvi un esempio, ho passato cinque mesi a decidere se dovevo mettere direttamente in atto quello che volevo fare, o se dovevo piuttosto evolvere in una certa continuità. Mi evolvo in Italia con quasi lo stesso staff del mio predecessore: l’allenatore del touch, quello della mischia e quello della difesa sono gli stessi di prima. Stiamo facendo una transizione leggera, verso dove voglio andare. Quando abbiamo presentato il progetto, abbiamo sentito un bel po’ di adesione ma è stato difficile, con solo due giorni di tirocinio e senza l’intero personale, essere pronti a ricevere l’Inghilterra”.

Una dichiarazione forte, tanto forte che avrà scatenato la ira delle alte sfere, tanto che l’annuncio dell’intervista sull’account ufficiale di Instagram di rugbyrama.fr, è stato rimosso dopo poco. Noi abbiamo però fatto in tempo a salvarlo. Così come abbiamo salvato il pezzo presente sul portale. Dopo aver, ovviamente, pagato l’abbonamento. Soldi ben spesi per leggere il ‘Quesadapesiero’.

Le esternazioni sono forti, perchè la valutazione dovrebbe essere stata fatta al momento della firma sul contratto (che è divenuto un segreto di Stato). Insomma è sempre un ricominciare da zero o quasi. Ognuno arriva e ci dice che bisogna costruire, di fatto buttando a mare tutto. E’ frustrante oltre che ingeneroso. L’apice Quesada l’ha toccato quando ha poi rilevato che in Italia i giocatori possono confrontarsi con l’alto livello in sole due franchigie. Ma no! Che scoperta!  Sottolineando poi che “le posizioni chiave di queste franchigie, in particolare a Treviso, sono tenute da giocatori non selezionabili per l’Italia”. Quindi la colpa è di Treviso che si regge su capitali privati e non delle Zebre, che Quesada non nomina, di proprietà della Federazione. Zebre che solo tre giorni fa hanno annunciato Josh Kaifa. Tralasciando che Treviso garantisce la struttura portante della Nazionale!

Insomma Gonzalo Quesada si è guardato bene dall’addossare responsabilità alla Federazione: avrà imparato subito a capire chi è il ‘padrone del vapore’. La cosa più grave dell’intervista è quella di averla rilasciata ad un giornale straniero. La proiezione dell’immagine all’estero non è stata certo salvaguardata.

 

Rugby – Innocenti scelga le regole d’ingaggio

La campagna elettorale sta per entrare nel vivo e “venti di guerra” soffiano all’uscio. Sembra l’incipit di un romanzo, ma è in realtà la fotografia amplificata di quanto sta accadendo nel mondo ovale. Un mondo piccolo “come in un paese, sempre le stesse facce, mese dopo mese” (cit.), in cui si sa tutto di tutti. E’ un parlare continuo che però deve rimanere sotto traccia proprio come accade in un piccolo centro. Ogni pettegolezzo, vero o presunto, si deve sapere ma non si deve dire pubblicamente.

Accade così che chi scrive conosce ogni singola lamentela dei vertici federali nei confronti di questo portale. Ovviamente anche nei confronti di chi lo anima. Paole dure, giudizi sferzanti, aggettivi irripetibili per definire l’autore del 90% degli articoli presenti su questo sito. Ormai è un’ossessione e la cosa ci fa rimanere davvero interdetti. Abbiamo pubblicato circa 450 articoli e in nessuno di essi troverete un attacco personale a Marzo Innocenti e ai suoi più stretti collaboratori.

Critiche a iosa, anche perchè gli spunti quotidiani che ci fornisce la Fir sono molteplici. Critiche su quelli che a nostra opinione sono errori fatti nell’esercizio delle funzioni. E così la presenza a Sanremo o la visita a Pompei, per citare due temi che ultimamente hanno creato discussione, non vengono criticate per il fatto a se stante. Marzio Innocenti nel suo tempo libero e nella sua vita privata puo’ fare ciò che vuole. E ci mancherebbe. Ma a Sanremo e a Pompei ci è andato in veste di Presidente Fir e non come libero cittadino. Dunque deve anche accettare di subire un critica in relazione alla mancata disponibilità manifestata ai club di Elite fine alla fine del Sei Nazioni.

Alle spalle di questo portale non c’è nessuno, a dispetto delle convinzioni dei vertici federali, ma solo decine di fonti e una moglie paziente che asseconda una passione che non frutta reddito, oltre a due figlie a cui viene sottratto tempo per il bene di questo sport. Come fanno tanti dirigenti, allenatori e appassionati: non sono né il primo, né l’ultimo. Perchè siamo convinti che l’opera di critica e dunque di stimolo che fa questo portale, vada a beneficio di tutti. Un mondo dove il ‘potere costituito’ non viene criticato è un mondo in cui io noi non vorremmo vivere. E’ la democrazia.

Il compianto Alfredo Gavazzi ne aveva di gatte da pelare, tante le critiche che lo hanno travolto, a volte a ragione a volte a torto, ma non ha mai fatto una piega. Spesso incontrava i giornalisti davanti ad uno spritz, li rimproverava illustrando le sue ragioni, ognuno rimaneva delle proprie idee, stretta di mano e si andava avanti. Questa Federazione invece ha scelto di non dialogare, se non con chi accetta la narrazione imposta. Ecco: non siamo noi. Noi facciamo domande.

Ma questo non significa che a ogni occasione parliamo male dell’uomo Innocenti o di qualche suo collaboratore. Parliamo male del Presidente, dei consiglieri, dei collaboratori, ma mai delle persone. E lo facciamo perchè la critica aiuta a cresce. Nel caso specifico però gli effetti non si vedono. Se Marzio Innocenti è o non è una brava persona o un bravo professionista, non sta a noi dirlo, perchè non abbiamo mai avuto modo di conoscerlo. Quindi non ci permettiamo di esprimere giudizi. Fermo restando che ci viene descritto come persona simpatica, affabile e di compagnia. Ecco: una birra a Marzio la offriamo volentieri con questo premesse, a patto di non parlare di rugby, ma di donne (non andate subito sul sessismo eh), motori e di tutto ciò che vuole.

Perchè noi siamo convinti che ciò che succede in campo deve rimanere in campo e che al terzo tempo tutto è alle spalle. E se per Innocenti non è così, allora abbiamo un problema. O meglio il problema è tutto suo che non riesce a scindere il piano umano da quello sportivo e ‘politico’. Un problema che condivide con i suoi più stretti collaboratori che dimostrano di non avere spalle larghe per sostenere il peso di un incarico che non è certo gratis et amore Dei.

E torniamo al tema iniziale: la campagna elettorale. Le regole d’ingaggio le sceglieranno i protagonisti, noi ci adegueremo. Se opteranno per la correttezza, se sceglieranno di non ‘personalizzare’ la competizione, e di rimanere sui temi, faremo uguale. Diversamente ci adegueremo e in tempi di guerra ogni ‘buco fa trincea’. Se dobbiamo metterla sul personale, sappiamo fare anche quello. Senza per altro rischiare una virgola. E’ mestiere nostro. Noi non sappiamo come si cura una tonsillite, lo facciamo fare a Innocenti, non lo sappiamo come funziona in areonautica, lo lasciamo fare a Luisi. Ma sappiamo come si fa il giornalista: ne prendano atto e se ne facciano una ragione. La linea di questo sito fino ad oggi è stata di critica, anche aspra, ma di critica. Se dobbiamo fare la ‘guerra’ cambiamo registro e ognuno per sé e Dio per tutti.

Rugby – Evviva: la Fir ci da ragione

La Fir risponde con una nota al comunicato dei Club in cui si criticava l’uscita infelice del vice presidente federale Antonio Luisi in merito ai contributi erogati dalla Fir alle società. Lo fa con un documento diffuso a tutti tranne che a noi, a dimostrazione che siamo in una sorta di lista di proscrizione. Chederemo lumi al capo della Comunicazione Andrea Cimbrico. Ma non ci disperiamo: la nota ci da ragione rispetto al pezzo scritto il 15 dicembre titolato La fir non ‘mantiene’ i club e che potete leggere qui.

“Nel respingere ogni insensata speculazione su una presunta volontà di contrapporre i Club del massimo campionato alle altre Società affiliate, la Federazione si è limitata – per tramite del proprio Vice-Presidente Luisi – a ribadire il proprio impegno, anche economico, allo sviluppo della Serie A Elite Maschile.

Relativamente all’investimento di due milioni e mezzo garantito da FIR giova rilevare come la somma indicata dal Vice-Presidente trovi effettiva corresponsione nei bilanci federali degli ultimi anni, comprensiva non solo dei contributi ordinari erogati dalla Federazione alle Società partecipanti alla Serie A Elite Maschile (990.000€ circa) ma a tutte le poste funzionali alla formazione, all’evoluzione e alla promozione del massimo campionato, dalla produzione televisiva (745.000€) alle spese per gli ufficiali di gara (175.000€), dall’implementazione del TMO, sino ai premi erogati ai Club semifinalisti e finalisti (245.000€), cui si aggiungono spese accessorie per le attività di marketing e comunicazione per un investimento complessivo pari, per il 2024, a 2.350.000€, somma che tiene conto rispetto alle precedenti stagioni della riduzione da dieci a nove squadre”.

Quindi come spiegato nel pezzo di due mesi fa la Federazione non ‘mantiene’ i Club, che invece si mantengono da soli. Nelle casse delle società finisce meno di un milione di euro. Poi parlare di investimenti ci fa ridere: 745 mila euro per produrre le partire da ‘regalare’ a DAZN ci sembra davvero folle. Una produzione per questo famigerato TMO che non è certo utile in un campionato di 8 squadre. Ma la cosa paradossale è infilarci dentro anche i 175mila euro per gli arbitri: ma perchè negli altri campionati non vengono rimborsati? Soldi tra le altre cose che molti devono ancora vedere. Senza aggiungere ciò che è accaduto ieri. Manca una voce però: gli 80mila euro a Marco Aloi. Mentre sulla questione spese accessorie ci cascano le braccia: puo’ significare tutto e niente. In pratica le spese certe oltre ai 900 mila versati ai club sono meno di un milione. Ancora lontani dai 2,5 milioni di euro favoleggiati da Luisi. Come darsi la zappa sui piedi.

ps Lo abbiamo detto che le foto di Luisi abbondano

Ps edit: ci siamo appena accorti che le nostre considerazioni sono le stesse del collega del Gazzettino Ivan Malfatto che potete leggere qui: ci sentiamo meno soli.

Rugby – Arbitri ancora a bocca asciutta

rugbychepassione.com / Paolo Cerino

Gli arbitri rimangono un’altra volta a bocca asciutta. Come vi abbiamo spiegato qui, i direttori di gara sono in agitazione per i mancati rimborsi. Alcuni sono ancora in attesa dei soldi della scorsa stagione e in fondo al tunnel non si vede luce. La settimana scorsa a seguito della mancata disponibilità di massa dei fischietti toscani, la Fir per evitare l’effetto domino ha assicurato che sarebbestato pagato il dovuto fino a fine gennaio.

A quanto pare i debiti della Federazione nei confronti degli arbitri ammontano a circa 300 mila euro. Un’interlocuzione con i vertici della CNA aveva consentito di raggiungere un accordo: 200 subito e il restante a fine stagione. Questa prima promessa è saltata immediatamente: raschiando il fondo del barile, la Fir era riuscita a trovare 120mila euro. Meno della metà, ma meglio di un pugno nell’occhio.

Tra ieri e oggi però gli arbitri sono stati nuovamente messi da parte: si vede che non rappresentano una priorità. I 120mila euro infatti si sono volatilizzati. Pare che una parte sia stata utilizzata per dare seguito al precetto del giudice del lavoro che ha disposto un versamento a favore di Luigi Troiani, per la causa intentata e vinta pochi mesi fa. Mentre si dice che un’altra parte sia servita per pagare l’albergo alla Nazionale femminile under 18.

Pare infatti che la Nazionale, dopo il raduno di Sanremo durante il quale è filato tutto liscio, sia giunta in albergo a Nizza e si sia vista negare le camere, perchè la struttura era in attesa del bonifico. A quel punto i dirigenti federali a seguito delle ragazze, under 18 quindi molte di loro minorenni, hanno dovuto chiamare a Roma per sollecitare il pagamento. Con il risultato che i 120mila si sono dissolti come neve al sole.

Una Federazione che introita milioni di euro, possibile che è perennemente in sofferenza? Possibile che le casse sono sempre vuote e che un pagamento improvviso mandi in tilt il sistema?  Innocenti è in campagna elettorale continua per magnificare le sue imprese. Imprese che vede solo lui. Al presidente chiediamo invece di spiegare come spende i soldi. Anzi è un’invito a chi partecipa alle sue riunioni: fate domande!

Rugby – I club di Elite contro Luisi: preoccupati e delusi

In un pezzo che potete leggere qui avevamo accusato io vicepresidente della Fir Antonio Luisi di raccontare una realtà che vedeva solo lui. Il riferimento era ad un’intervista rilasciata al più importante portale ‘ovale’ italiano, durante la quale aveva detto cose quantomeno imprecise: e siamo stati buoni. Ebbene avevamo invitato la Fir a querelarci in modo da poter dimostrare in tribunale tutte le inesattezze proferite da Antonio Luisi. Le raccomandate ci mettono qualche giorno ad arrivare, dunque speriamo che sia in arrivo, perché con il comunicato stampa diffuso oggi dalle società di Elite, il giudizio sarebbe già vinto. Ve lo riportiamo per intero:

I Presidenti dei club del massimo campionato italiano di rugby, riunitisi venerdì a Rovigo, manifestano il proprio stupore in merito alle recenti dichiarazioni pubbliche del Vice Presidente FIR Antonio Luisi.
In qualità di imprenditori che investono nel rugby cifre significative da tempo, siamo preoccupati e delusi dall’essere sempre contrapposti ingiustamente ad altri amici professionisti e imprenditori che finanziano squadre in differenti campionati, nazionali o di base.
Desideriamo inoltre approfondire la questione relativa al contributo di due milioni e mezzo di euro, menzionato dal Vice Presidente in una recente intervista, come erogato alle società di Élite. Chiediamo pertanto di ricevere dettagli chiari e trasparenti in merito a questa contribuzione.

Roberto Manghi
In rappresentanza dei Presidenti Serie A Elite

Quindi i club chiedono alla Fir e a Luisi un’operazione ‘trasparenza’: il prospetto con i contributi erogati e a chi. Noi di Pianetarugby possiamo darvi già una notizia: fino a due giorni fa non era stata pagata nemmeno la seconda rata promessa per gennaio. E la Fir parla di elargire milioni come noccioline. E poi veniamo accusati di avercela con Innocenti. Vi diamo una seconda notizia: è Innocenti che ce l’ha con noi. Ma questa è un’altra storia.

PS Dobbiamo iniziare a parlare un po’ di più di Luisi: abbiamo foto più belle rispetto a quelle di Innocenti

Rugby – Campionati: il Consigliere lombardo Dornetti sbotta

Il Consigliere del Comitato regionale lombardo Enzo Dornetti ha detto basta e ha comunicato al Presidente Maurizio Vancini di voler rinunciare alla Delega sui Campionati di competenza del comitato. Alla base della decisione le motivazioni che già avevamo illustrato qui, e riguardano nel caso specifico la gestione del campionato di serie C.

Caro Presidente,

come ho anticipato nella riunione di Consiglio di giovedì, con questa mail ti comunico la mia rinuncia alla Delega sui Campionati.

Lo faccio con grande rammarico, visto l’impegno messo in Commissione Campionati e nell’ascolto dei Club in questi 2 anni e mezzo. Nella regione che organizza più partite e Campionati, siamo riusciti a lavorare per aumentare la fiducia da parte di tutti. E soprattutto a creare un clima di fiducia tra i Club, con attenzione a non penalizzare nessuno.

E’ dall’estate del 2022 che proviamo a far partire un campionato di sole Cadette, dopo che ci siamo accorti che il numero di iscritte alla C era in gravissimo declino (da 39 a 22 in soli 8 anni) , mentre le Cadette sono raddoppiate. Oggi ne abbiamo ben 14 iscritte ai Campionati in Lombardia (comprese 2 iscritte al Campionato UISP).
Quest’anno finalmente 6 di queste Società lombarde si sono iscritte al campionato Cadette e con piemontesi e liguri abbiamo un girone da 9 che sta dando ottimi risultati, con un livello medio, a detta di tecnici e arbitri coinvolti, di certo superiore alla C.
Le 4 Società che hanno preferito fare la C con la loro Cadetta, hanno molte più possibilità di salire in B delle squadre di C pura (non entro nemmeno nel merito se ne hanno diritto o no). Stiamo mischiando il rugby di base con quello strutturato, con molte più possibilità e risorse. E il ripescaggio che ci è stato imposto peggiora le cose, creando un gap ancora più ampio per i Club di C, e falsando ancora di più il girone Promozione.

Non meno grave è la mancanza di considerazione per i veri dilettanti che militano nelle squadre di C, costretti dal ripescaggio a giocare 14 partite in 17 settimane, e magari a trovarsi contro in partite decisive giocatori delle Cadette molto più preparati, soprattutto fisicamente. Ci sono Club nel girone già in grave difficoltà a causa di infortuni, che faranno fatica ad arrivare a fine campionato.

La soluzione da considerare per la prossima Circolare Informativa potrebbe essere, per chi con le Cadette vorrà fare la C  le liste completamente separate dalla Prima squadra. Quindi nemmeno gli U22 dovrebbero essere di libera circolazione.

Ricordiamoci anche che siamo l’unico movimento rugbystico evoluto al mondo che ha abolito il campionato delle squadre Cadette.La Lombardia potrebbe essere un territorio pilota per rilanciarlo seriamente.

Le conclusioni le lascio a quelli bravi… un nuovo grido d’allarme per un movimento di base abbandonato a se stesso.

Rugby – Arbitri: si raschia il fondo del barile

www.rugbychepassione / Paolo Cerino

Ci eravamo ripromessi di non parlare più di arbitri: è una perdita di tempo. Tanto non cambierà mai nulla, sempre tuti allineati e coperti e incapaci di rovesciare il tavolo. E ci dispiace, perchè le premesse erano buone. Ma torniamo sul tema perchè qualcuno il tavolo lo ha rovesciato, anche se l’azione di forza è rimasta sotto traccia per non disturbare i piani alti.

In Toscana, infatti, nell’ultimo fine settimana di gennaio le partite della categoria under 14 sono state tutte annullate, così come quelle della ‘femminile’ regionale, per mancanza di direttori di gara. Diciamo che i numeri sulla carta ci sono, ma in tanti in quel fine settimana hanno comunicato indisponibilità Cose che accadono Durante la stagione: un impegno, un infortunio, un pranzo in famiglia. Il problema è che l’indisponibilità è stata comunicata da troppi arbitri, che si sono dunque coalizzati. In buona sostanza parliamo di “sciopero”.

Motivo del contendere i mancati rimborsi. Ebbene si: la Fir continua a ‘pagare’ con il contagocce e gli arbitri sono stufi di anticipare soldi che vengono sottratti dal bilancio mensile. La questione rimborsi si sta incancrenendo, poichè ci sono direttori di gara che avanzano ancora cospicue somme della scorsa stagione e altri che non hanno ancora visto un euro per la stagione in corso.

Dunque per garantire il regolare svolgimento delle partite e per evitare problemi più grandi, i designatori stanno facendo di necessità virtù chiedendo disponibilità anche a chi scrive (scherziamo eh…), pur di far giocare le partite. E così ritroviamo Carlo Damasco, ex arbitro internazionale, ex RDO e chi più ne ha più ne metta, scendere in campo per una partita di serie C. Il coordinatore della Toscana Marco Masetti, 62 anni, arbitrare una under 16, il tecnico dell’under 16 dell’URPA Frisone, dirigere i ragazzi che allena. Addirittura arbitri di regioni più piccole designati per dirigere gare regionali di Comitati più grandi. Cose turche verrebbe da dire, ma ormai siamo assuefatti a tutto.

Ora ci chiediamo che altro deve accadere per far sentire la propria voce e per invertire la tendenza. Oltre ad essere un’auspicio è un consiglio: fermatevi, perchè in Toscana ha funzionato. Appena hanno appesa il fischietto al chiodo, qualcuno i soldi le ha visti. Poi se volete vi facciamo anche la lista… come sempre carta canta.

Rugby – Anche Luisi stravolge la realtà

Lanciamo la sfida alla Fir nelle persone del Presidente Marzio Innocenti e del suo Vice Antonio Luisi: attendiamo querela. Adesso basta. Non spossiamo permettere che le cose federali diventino una continua campagna elettorale, che il racconto sia sempre uno storytelling che nulla ha a che fare con la realtà. Quindi, vogliamo andare in un’aula di tribunale per tirare fuori i documenti. Non le fonti: nessuno potrà chiedercele, ma i documenti si. E ci sarà da divertirsi. Ormai l’obiettivo principale del numero 1 federale e del suo vice è quello di ‘smentire’ ciò che scrive Pianetarugby. Ovviamente senza portare uno straccio di prova. Un giudice stabilirà chi ha ragione.

L’ultima ‘sparata’ è del vicepresidente Antonio Luisi, quello che alle scorse elezioni non si capiva da che parte fosse, con un’intervista rilasciata al più importante e seguito sito del movimento rugbystico italiano. Un’intervista che racconta di un mondo che non esiste in relazione al campionato di Elite. Ancora una volta quando c’è da dirla grossa Marzio Innocenti si defila, come ha fatto con al questione degli Under 23, e manda avanti gli altri. Evitando così di metterci la faccia.

Nella su prima risposta Luisi afferma in merito ai club della Sere A Elite: “Da parte della FIR c’è sempre stata la disponibilità ad interloquire”. Una disponibilità così sincera che tutti ricorderanno gli stracci volati tra Innocenti e Munari e tra Innocenti e la maggioranza dei club nel corso di diverse riunioni, di una in particolare, rispetto alla quale vi abbiamo informati qui, una riunione in cui emerse chiaramente che le società non gradivano le decisioni calate dall’alto. Altro che disponibilità verrebbe da chiedere a Luisi, quando non più di tre settimane fa il suo presidente ha detto che non aveva tempo per i club di Élite, finalmente uniti.

Luisi poi afferma: “Le uniche cose su cui non è possibile discutere sono quelle che mettono in discussione la struttura attuale del rugby italiano, quindi la partecipazione all’URC”. In pratica accusa le società di Elite di una cosa mai detta. E sfido chiunque a trovare un’intervista o un documento in cui i club chiedono di uscire da URC. Se Luisi ha un documento del genere lo porti in tribunale, altrimenti sono parole spese al vento (quello che lui spera sia favorevole a Innocenti).

Capitolo Elite Cup: Luisi continua ad affermare che l’attuale formula è stata logica conseguenza della mancata collaborazione delle società. In realtà le società tutte, spiegarono, ognuno per i proprio motivi, che la Coppa così strutturata non poteva stare in piedi. Alcuni per motivi economici, altri per motivi logistici, altri ancora per motivi tecnici Non era semplicemente il momento, pur condividendo l’impostazione di un torneo legato ai migliori prospetti. La Élite Cup non ha questi presupposti. Oltre ad essere attività non ufficiale. Ma niente: anche in questo caso altro che disponibilità e collaborazione. E’ lo stesso Luisi a tradirsi e a dire “siamo andati avanti per la nostra strada trovandoci alla fine con 5 squadre iscritte”.

L’apoteosi si raggiungere con il tema ‘Under 23’! Luisi afferma che “La nascita delle Accademie è stata ed è una necessità per garantire ai nostri migliori giovani, che magari vengono da club di periferie o comunque con difficoltà organizzative, un percorso di crescita adeguato alle loro aspettative e potenzialità”, in pratica un riconoscimento importante alla “Federascione” tanto bistrattata e l’ammissione definitiva che tutte le affermazioni fatte in campagna elettorale dal ‘suo’ presidente si sono rivelate delle bugie! A proposito: perchè non parlare dei Poli? Forse perchè il progetto dopo solo un anno si e’ visto tagliare drasticamente i fondi?

In buona sostanza ora la Fir chiede ai club di riprendersi quei giocatori che solo uno o due anni fa sono stati ‘scippati’ perchè reputati adatti alle Accademie di Franchigia e quindi all’URC, proprio mentre i club dicevano che in realtà a quel livello non erano pronti, fatta eccezione per 3/4 elementi (che, infatti, pur comparendo nella lista dei dodici, hanno già il contratto in franchigia). Ecco ancora una volta la disponibilità e la collaborazione chiesta da Fir. Ora molti ragazzi sono stati lasciati per strada e Fir dice che è per ‘restituirli’ al campionato. Insomma: sappiamo bene che in Italia si legge poco, molti si limitano ai titoli, ma noi non abbiamo l’anello al naso. E siamo fiduciosi che molti altri abbiano un po’ di memoria.

La chiusura dell’intervista è sul campionato. Luisi dice che sono stati fatti “importanti passi in avanti”. Quali li vede solo lui. Cita Rai e Dazn, però non ci dice se la visibilità di cui parla fa uscire o fa entrare soldi. Per esempio Dazn quanto versa alla Fir e la Fir quanto spende per produrre le partite? Soldi, ricordiamo, fatti passare come contributo ai club.

Luisi dimostra di vivere nel fantastico mondo delle favole quando poi afferma che “dall’incontro di Verona del 10 giugno 2021 la frequenza delle riunioni tematiche è stata continua, a volte con discussioni accese ma costruttive”. In pratica non si è accorto che tutti i club dell’Elite, anche quelli apparentemente più vicini, sono ormai ipercritici. A Luisi sfugge che nelle ultime riunioni sono volati stracci e parole grosse. Eppure lui c’era quasi sempre.

In ultimo: si dice che i club di Serie A Elite si dividono 2,5 milioni di euro. Vale a dire 277 mila euro a testa. Ora, o ci porta il dettaglio oppure mente. Ve lo anticipiamo: il dettaglio dice altro. Per esempio nelle casse del Rovigo e del Petrarca entrano meno di 100mila euro. Poi se nei due milioni e mezzo la Fir ci mette anche, per esempio, gli 80 mila che da a Aloi (e non ai club) oppure il costo delle produzioni che gestisce in proprio, vale tutto. Nelle casse dei 9 club entra meno della metà rispetto a quanto dichiarato da Antonio Luisi come potete verificare qui.

Ora se davvero Innocenti e Luisi vogliono dimostrare di saper governare il movimento senza temere le elezioni, devono prendere una decisione drastica: togliere i fantomatici 2,5 milioni ai Club di Elite e distribuirli alle società della Serie A e della Serie B. Senza continuare a dire che la Fir mantiene il massimo campionato: sono i club che lo mantengono e chi afferma il contrario mente sapendo di mentire. Ma tanto non succederà: ai vertici federali conviene di più lasciare così le cose per poi usare il tema per dividere il movimento. Usare la tecnica del divide et impera in campagna elettorale ha sempre il suo perchè.

Infatti il fedele vice presidente dice “ogni euro concesso alla serie A Élite viene sottratto ai restanti club e non consente di investire e sostenere come si dovrebbe, lo sviluppo e la crescita a 360* …” miele per le orecchie di quei club di serie minore che fanno tanta fatica a sbarcare il lunario. E’ tanto falso quanto grave che queste cose le dica un alto esponente di Fir. Quella Fir che dalla scorsa stagione non può nemmeno dire di non sapere perché ha ottenuto i bilanci dai club d’élite. Quindi, calcolatrice alla mano, e’ in grado di spiegare quanti milioni di euro mettono nel movimento i presidenti del massimo campionato e che percentuale rappresenta il contributo fir. Gianni Rodari ha detto: “fu cambiato l’ordine degli anelli, ma la catena rimase una catena”.

Noi ci chiediamo il senso dell’intervista a due giorni dalla pensante sconfitta in Irlanda. Abbiamo la risposta: spostare l’attenzione. Lo facevamo quando portavamo i calzoni corti.

Per la querela lasciamo la pec: info@pec.massimogallo.it. Non vogliamo far spendere soldi al movimento per inviare la raccomandata. Con un avviso: l’ultimo che l’ha usata è stato radiato.

PS. A proposito: vi abbiamo raccontato dell’aumento di compenso di Marzio Innocenti. Antonio Luisi nella prossima intervista sarebbe disposto a dirci quanto incassa per i suoi incarichi in Fir? Parliamo di cose serie non di aria fritta.

Vi lasciamo qualche sana lettura, frutto di documenti e fatti, non fantasie!

Volano stracci tra Innocenti e Munari

I permit della discordia

Under23, poche idee e ben confuse

Rugby – Elite, la Fir non ‘mantiene’ i club

Rugby – La Fir dice bugie e si smentisce da sola

L’ultima bugia in ordine di tempo partorita dalla Federazione è quella relativa ai ragazzi under 23 che avrebbero concluso il percorso formativo di alta prestazione con le Accademie delle due franchigie a far data giugno 2024. Tutto è stato messo nero su bianco attraverso un comunicato stampa inviato ieri che vi smontiamo pezzo per pezzo.

Nel documento c’è scritto che:
La Federazione Italiana Rugby ha reso noto l’elenco degli atleti che, il 30 giugno 2024, completeranno il proprio percorso di formazione d’élite presso le Accademie U23 di Zebre Parma e Benetton Rugby.
Tutti gli atleti che stanno finalizzando il programma di formazione hanno vestito la maglia dell’Italia U20 nelle stagioni 20/21, 21/22 e 22/23 ed hanno lavorato a stretto contatto con gli atleti e gli staff delle Franchigie federali nel corso della seconda e conclusiva fase del percorso tecnico federale d’élite.

A conclusione del percorso triennale presso le Accademie U23 di Franchigia, i migliori prospetti del movimento nazionale potranno proseguire le rispettive carriere trovando collocazione nelle rose delle Franchigie URC o presso le Società della Serie A Elite Maschile e continuando ad essere monitorati attraverso il programma di selezione Under 23.
I giocatori sono: Alex Artuso, Riccardo Bartolini, Riccardo Genovese, Lapo Frangini, Nicholas Gasperini, Giovanni Quattrini, Riccardo Andreoli, Carlos Berlese, Giacomo Ferrari, Enrico Pontarini, Matteo Rubinato.
Dunque: la Fir parla di percorso triennale e sbaglia a fare i conti. Ve lo dimostriamo con altri tre comunicati diffusi dalla stessa Federazione.

Bartolini, Genovese, Frangini, Quattrini, Andreoli, Berlese, Ferrari, Pontini e Rubinato, sono stati annunciati con un comunicato del 17 Maggio 2022 in cui si legge che i giocatori venivano messi sotto contratto dalla Fir, dalla stagione 2022/23 e fino alla stagione 2024/25. Lo dice la Fir non noi. Anche nel comunicato che via abbiamo ‘incollato’ si continua a parlare di percorso triennale, ma se così fosse mancherebbe una stagione sportiva. Stessa sorte Artuso annunciato due mesi dopo, precisamente a luglio 2022. Anche in quel caso si parla di tre stagioni, l’ultima nel 2024/25.

Ma c’è del clamoroso per i restanti, vale a dire Simoni e Gasperini che sono stati annuncianti giusto un anno fa e, dunque, la loro esperienza è durata solo un anno. Nel comunicato si parla di contratto triennale a partire dalla Stagione 2023/24. Quindi doveva concludersi nel 2026. Tra l’altro a noi risultano in uscita anche Filoni, Mazzanti e Taddei. Se così fosse potremmo parlare di progetto definitivamente naufragato.
E sappiamo bene che qualcuno (forse 3) potrebbero accordarsi con una delle due franchigie, ma rimane il fatto che la Federazione continua a smentire se stessa. Annuncia progetti pluriennali e poi li taglia a metà percorso. Torna sui suoi passi e ciò che vale ora non vale domani. E non lo dice.

Racconta altro, racconta che questi ragazzi hanno vestito per tre stagioni la maglia azzurra dell’under 20 (vero) che nulla c’entra con il contratto triennale per il percorso formativo dell’alto livello. Stagioni diverse, storie diverse, ma si sa, nel nostro paese si leggono a malapena i titoli…. Dunque la motivazione ufficiale in merito a questi giocatori è che hanno completato il percorso. Ma non è vero e ve lo abbiamo dimostrato. La motivazione reale è che la Fir ha problema di bilancio e sta tagliando su tutto lo sviluppo e il rugby di base. I Poli si sono visti decurtare il contributo a pochi spicci, mentre con questi 12 tagli la Federazione risparmia sugli ingaggi dei giocatori (vitto e alloggio compresi).

Altra chicca che notiamo dal comunicato riguarda il ‘quote’ all’interno di esso. A rilasciare la dichiarazione di rito non è Marzio Innocenti, sempre in prima linea quando c’è da prendere onori (o presunti tali), ma Daniele Pacini Direttore Tecnico e dell’Alto Livello FIR. Dunque la faccia su una cosa del genere il numero uno federale non ce la mette e delega chi è costretto a fare buon viso a cattivo gioco.
Ovviamente i comunicati già stampati sono a disposizione di tutti.

Rugby – Marzio Innocenti al Festival di Sanremo

Ore 21,36: inizia a squillare il telefono, almeno 4 chiamate per segnalarci la presenza del Presidente della Federugby alla terza serata del Festival di Sanremo. Al primo abbiamo risposto “posa il vino”, al secondo “ma vi siete messi d’accordo?”, alla terza telefonata abbiamo lasciato “Delitto in autostrada” e ci siamo dovuti sorbire Terra Promessa.

E proprio mentre l’Eros nazionale celebrava i 40 anni della hit di quando chi scrive aveva i calzoni corti e i capelli tutti neri, ecco che, a proposito di capelli, intravedo un uomo canuto in seconda fila, dietro a Giovanna Civitillo, moglie di Amadeus, e a Massimo Giletti.

No, un attimo, ci siamo detti: guardiamo bene. E allora grazie a Rai Play è caduto ogni dubbio: è lui! Il Marzio nazionale ha trovato anche il tempo di andare a Sanremo a ‘ballare sul mondo’ ma, non ha trovato una serata libera per i club della Serie A Elite. Si, si, va bene: siamo faziosi, nel tempo libero puo’ fare quello che vuole e chi più ne ha più ne metta. Noi rileviamo che ormai è tutta una passerella.

Che poi finalmente abbiamo l’occasione per fare i complimenti a Marzio Innocenti. Perchè riuscire ad avere due posti in seconda fila per la terza serata della più importante rassegna canora d’Italia non è certo roba da poco. Senza l’invito di qualcuno che conta, in seconda fila in posizione centrale, difficilmente si arriva.

Speriamo ora che le stesse entrature siano usate per dare più visibilità alla pallaovale. Non solo con interventi spot “una tantum” ma per progetti più strutturati. Ma i complimenti sono dovuti anche per un altro motivo. Marzio innocenti è stato in grado di trovare un albergo a Sanremo in questo periodo dell’anno: immaginiamo che abbia prenotato almeno 6 mesi fa, anche per risparmiare sul pernottamento. E poi dite che siamo buoni solo a criticare: stasera nutriamo anche una profonda e sana invidia.

Edit: Ci segnalano che per la serata inaugurale i posti in questione erano occupati dal Direttore Commerciale di Fir Carlo Checchinato. A questo punto ‘l’entratura’ potrebbe essere lo sponsor Suzuki.