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Rugby – Bilancio Fir: ecco la “Grande Bellezza”

Mar 28, 2024

Ciò che sta accadendo nel movimento negli ultimi anni è paragonabile alla Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, film Premio Oscar che descrive una Roma tutta lustrini e paillettes e poca sostanza. Anzi tante contraddizioni: uomini e donne di successo inghiottiti dalla vita mondana e dalla corsa alla spesa per poter apparire e per “poterci essere”. Nobili decaduti rimasti ancorati ad una nobiltà che non esiste più e che mantengono un tenore di vita apparentemente agiato dopo aver venduto tutti i gioielli di famiglia.

E allora ve la spieghiamo la Grande Bellezza della Federazione Italiana Rugby e lo facciamo con i numeri. Perché i numeri non mentono mai. Partiamo dall’inizio e riavvolgiamo il nastro al 15 marzo 2021. Marzio Innocenti è eletto Presidente e si ritrova ad ereditare un bilancio preventivo 2021 e un bilancio consuntivo 2020. Il primo reca un sostanziale pareggio, il secondo invece chiude con un +4,5 milioni di euro. Non proprio bruscolini.

Memorizzate questa cifra: 4,5 milioni di euro. Andiamo avanti. Nel giugno 2022 il Consiglio Federale approva il Bilancio Consuntivo 2021 con un utile/avanzo di circa 17 milioni di euro. In pratica la Fir decide di acquisire nel bilancio 2021 l’intera cifra di CVC, la società che ha acquistato 1/7 del valore del Board del 6Nazioni ed il 28 % di quello della URC Celtic. Parliamo di 35 milioni di euro. Una cifra che avremmo dovuto ritrovare per intero come attivo di bilancio nel 2021, essendo un’entrata straordinaria e invece troviamo circa 20 milioni di euro.

La motivazione è semplice: la Fir ha dovuto versare poco più di 8 milioni di tasse sulla cifra messa a bilancio (anche se non versata per intero da CVC in quanto l’accordo prevedeva rate annuali) e siamo a circa 27 milioni. Ma ad arrivare a 17, l’utile messo a bilancio, mancano ancora circa 10 milioni. Dove sono finiti? E’ una perdita gestionale. In pratica senza quell’entrata straordinaria la Fir avrebbe chiuso con un “rosso”. I bilanci sono pubblici: controllate. In ogni caso 17 milioni  finiscono a patrimonio.

Passiamo al 2022. La Fir annuncia a preventivo una perdita di 7,5 milioni di euro. In consuntivo invece ci dicono che il bilancio presenta un attivo di 1,5 milioni. Il motivo è semplice: nel 2022 Fir incassa 6,8 milioni di euro dell’URC Celtic sempre legato alla cessione delle quote FIR del 28 % …e la Fir sapeva perfettamente che sarebbero arrivati. Dunque, anche questa entrata straordinaria viene usata per coprire un buco strutturale di oltre 5 milioni di euro.

Il bilancio preventivo del 2023 approvato in Consiglio parla ancora di rosso, questa volta superiore al 2022: 8,8 milioni di euro. Siamo in attesa del consuntivo, ma possiamo anticiparvi che la perdita sarà coperta attingendo al patrimonio, dunque i 17 milioni accantonati diventeranno circa 8. Alla fine i preventivi, tranne il primo di Gavazzi per ovvi motivi, sono stati tutti rispettati con perdite strutturali tra i 6 e gli 8 milioni annui.

Due giorni fa invece è stato approvato a maggioranza il preventivo 2024. Previsione di perdita: 8,8 milioni di euro. Di quanto vi abbiamo detto, quanto rimane a patrimonio? Ah sì: circa 8 milioni. La matematica non è opinione: con il 2024 ci saremo “mangiati” tutti i proventi straordinari per far fronte alla gestione al di sopra le proprie possibilità di questa Fir.

Dunque torniamo ai 4,5 milioni di euro lasciati da Gavazzi, aggiungiamo i 35 milioni di CVC per il Sei Nazioni e i 6,8 versati per le quote URC, il totale fa 46 milioni e 300 mila euro. Sono i soldi che la Fir a guida Innocenti ha sperperato dal 2021. Facendo leva su soldi che aveva “recuperato” il precedente Consiglio.

La Fir non ha utilizzato nessuna di queste risorse per investimenti strutturali in conto capitale (impiantistica) nel movimento, ma solo per mantenere e far funzionare le attività federali. Fra un anno la FIR si troverà ad aver speso tutte le risorse straordinarie e ad aver consolidato per il futuro un bilancio in perdita, perché le entrate correnti saranno inferiori alle spese di funzionamento (consolidate) e non ci saranno più risorse accantonate a cui attingere per pareggiare i conti economici.

Ora, va fatta una riflessione sul comunicato diffuso due giorni fa con cui Fir ha praticamente detto che va tutto bene “madamalamarchesa”. E no, non va tutto bene! Va tutto a rotoli!

Dire che gli organi di controllo hanno chiesto di ridurre il patrimonio è un modo per spostare l’attenzione. Quali sarebbero questi organi di controllo? E qual è la norma che impone di mangiarsi il patrimonio? Il Coni dice solo che bisogna usare il patrimonio per investire. Ma, tralasciando ciò che dice Innocenti, gli investimenti non ci sono. E ve lo dimostriamo. Se la Fir avesse usato tutti o parte dei soldi di CVC per investire, per esempio comprando il Flaminio, non avrebbe pagato le tasse sulla somma impegnata. E invece le tasse, come spiegato all’inizio, la Fir le ha pagate tutte. Non è un investimento.

Tra le altre cose nessuno può dire ad un soggetto di diritto privato di spendere e come il suo patrimonio. Anche perché se la Federazione, al contrario, deve sottostare alle regole del ‘pubblico’ e allora crediamo che vadano rivisti i requisiti di candidabilità e capire se qualcuno ricopre incarichi senza averne i requisiti. Delle due, una, non si scappa. Non si possono applicare le regole del pubblico e del privato a convenienza: sarebbe un atteggiamento bipolare. Il tutto e il contrario di tutto.

Per Innocenti investire significa, per esempio, pagare un allenatore profumatamente… in realtà quello è un azzardo, perché potresti non vincere. E non vale la contestazione: stiamo vincendo, perché rimane una lotteria. E gli investimenti non sono una lotteria. Si fanno piani di business, non si gioca la bolletta alla Snai. In buona sostanza, tornando alla Grande Bellezza, stanno facendo come quei nobili che per affrontare le spese quotidiane e mantenere un tenore di vita elevato, vendono a pezzi i gioielli “mangiandosi” il patrimonio. E se qualche parente non è d’accordo, subito alla gogna. Ma i gioielli poi finiscono e rimangono una spesa corrente sopra le proprie possibilità e i debiti da saldare.

A chi dice che il Bilancio non lo appassiona, consigliamo di rivedere le proprie convinzioni: questo è un tema che ricadrà su tutto il movimento. Nel comunicato viene detto chiaramente che un problema c’è “Per il triennio 2024/2027 – si legge – la Federazione Italiana Rugby proseguirà nel percorso di sviluppo e ottimizzazione degli asset produttivi e di contestuale razionalizzazione dei costi, con l’obiettivo di raggiungere un sostanziale pareggio nel corso dell’esercizio 2027.’ Quindi Innocenti è già certo di essere rieletto e pensa al prossimo mandato. In mancanza, sta dicendo al suo successore, che per tre anni deve, come si dice a Roma, ‘apparare i buffi’. E’ tutto molto bello.